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Maletto

Dista da Catania 59 Km
Superficie di 4.088 ettari per una densità abitativa di 109
abitanti per chilometro quadrato.

 

Indirizzi Utili

 

Municipio – Via Diaz – 095 7720611
Carabinieri – Via Umberto, 401 – 095 7720064
Circumetnea – 095 698787

 

 

Storia di Maletto
Vi presentiamo Maletto iniziando dall’aspetto naturalistico in quanto da qui si possono effettuare escursioni che portano al Monte La Nave, alla dagala dell’Orso situata in mezzo a lave secolari e dove ha sede un raro insediamento di faggi, fino alla Grotta del Gelo con il suo ghiacciaio perenne ed alla Grotta del Diavolo sita in un tavolato di lave fluide.
Il territorio di Maletto offre vari boschi e terreni coltivati a vigneti, frutteti e fragoleti, in cui sono ancora visibili tracce di antichi fabbricati rurali e di muretti a secco in pietra lavica, oltre a selve di castagno e quercia, mentre nella parte alta estensioni di leccio e pino laricio fanno bella mostra. Procedendo, poi, ancora più in alto, le faggete assumono in autunno un colore rosso-grigiastro
e la betulla mostra la sua singolare corteccia bianca.
La bellezza naturale viene completata da numerosi coni vulcanici spenti.
La fauna è anch’essa molto ricca, con conigli selvatici, lepri, volpi, gatti selvatici, martore e qualche rara istrice, oltre ad esemplari di uccelli come le coturnici, il picchio rosso, il codirosso, il merlo, il colombaccio e la pernice.
Maletto è da apprezzare anche sotto l’aspetto archeologico per le sue strutture megalitiche ritrovate a Tortorici e le tombe a grotticella di Rocca Calanna. Infatti, le zone circostanti Maletto presentano tracce di antichi insediamenti umani e resti di manufatti in pietra che testimoniano presenze Sicule, ma è la pianura sottostante che mostra gli insediamenti dei .greci, dal VI secolo a. C.,
e poi dei romani, dal 200 a.C., dei bizantini, degli arabi e dei normanni.
Entrando nell’abitato, notiamo come esso sia posto al limite tra l’edificio vulcanico etneo e la valle del Simeto, e costruito sul versante occidentale della collina denominata  Pizzo-Filicia ad una quota media di m. 950 sul livello del mare, al centro del triangolo costituito dai comuni di Randazzo, Maniace e Bronte, dal cui territorio è completamente circondato.
Il comune più alto della Provincia di Catania ed il più elevato sull’Etna, prende il nome dal conte Manfredi Maletto di Mineo che fu il fondatore del primo nucleo abitato (1263) e che fece costruire una torre di avvistamento, che prende il nome di Torre del Fano o Castello, eretta su un impervio sperone roccioso, nel cuore di fitte foreste. Bisognerà attendere qualche secolo per vedere le prime case di pastori erigersi proprio ai piedi della rocca, fino a giungere agli inizi del 1500 quando si
formò l’attuale centro urbano, con il Palazzo Baronale degli Spatafora (oggi municipio) e l’annessa la Chiesa di San Michele Arcangelo.
Solo a metà dell’Ottocento, invece, venne eretta la Chiesa Madre per la cui edificazione fu impegnata volontariamente tutta la popolazione.
Essa, intitolata a Sant’Antonio da Padova, si presenta come un tempio che sorge in posizione sopraelevata, da raggiungere mediante una scalinata che conduce alla piccola piazza sulla quale sorge. La chiesa, che termina in un frontone triangolare decorato sui tre lati sormontati
da una croce artistica dal gusto raffinato, presenta, sulla facciata, il portale centrale, ornato da figure geometriche, delimitato da finte colonne in rilievo che sostengono una decorazione triangolare.
Se vi trovate a Maletto nel periodo natalizio vi consigliamo di ascoltare i suoni delle cornamuse dei rinomati zampognari di Maletto detti Bruntisi.


Sagre e Feste
Sagra della Fragola, giugno
Sagra dell’uva, ottobre
Fiera del Bestiame, settembre
Festa di Sant’Antonio, settembre

 

Prodotti e piatti tipici
Ricca produzione di cereali, di uva, funghi di ferla, fragole
e le fragoline “di bosco” ottime per dolci ed infusi.
Specialità culinarie sono quelle legate alla cucina rustica
locale: castrato, funghi, maccheroni, pane di casa.

 

Artigianato
Essenzialmente legato alla produzione agricola e lattierocasearia.
Gli oggetti che meritano particolare attenzione sono le “ciaramelle” cornamuse costruite dai

pastori con le pelli di pecora, e le selle da equitazione vanto dei mastri sellai malettesi.
 

Ristorazione
Fontana Murata C. da Spirini, S.S. 284, – 095 698196
Zino C.da Tartaraci – 095 699234
 

Patrimonio artistico

Torre Svevo-Aragonese, Chiesa San Michele Arcangelo, Chiesa Madre


Patrimonio naturale
Boschi di quercia e faggio sul monte Maletto

 

 Etna Park è un prodotto www.vivicatania.net