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Bronte

Superficie 24.990 ettari, per una densità abitativa di 79
abitanti per chilometro quadrato
Dista da Catania 53 Km


 

Indirizzi Utili

 

 

Palazzo Municipale – Via Spedalieri, 40 – 095 7747111
Castello Nelson – 095 690374
Circumetnea – 095 7724106
Museo del Carretto Siciliano – 095 7721971
Masseria Lombardo – 095 691635
Real Colleggio Capizzi – 095 691008 - 095 691258
Polizia Municipale – 095 691196
Carabinieri – 095 691000

 

Storia di Bronte
“Prendete con voi dei migliori prodotti di questa terra, dice Giacobbe ai figli, e portateli in regalo a quel signore: un pò di resina, di miele, di storace, di mirra, di pistacchio e di mandorle”, nella Genesi cap.XLIII v.11, fra i doni che Giacobbe inviò al faraone nel 1802 a.C. vi era già il pistacchio, il frutto tipico della città di Bronte.
È da “lui” che partiamo per presentarvi il paese che si estende sul versante Nord-Ovest dell’Etna, a 710 metri di altitudine.
Furono gli Arabi, strappando la Sicilia ai Bizantini, a diffondere la cultura di questo frutto nell’isola anche se si sviluppo solo nella seconda metà dell’Ottocento quando, per esattezza nel 1860, interi pascoli e terreni incolti furono trasformati in pistacchieti e la pianta coltivata divenne il fulcro di tutto il sistema agricolo ed economico dell’area.
È un arbusto di altezza non superiore ai 6 metri, dotato di radici profonde, dal tronco nodoso e
contorto di colore grigio brumastro e dal fogliame caduco che si sviluppa su rocce laviche che
sarebbero proibitive per qualsiasi altro tipo di vegetazione. Sarà per lo straordinario connubio
tra la pianta ed il terreno lavico che il frutto cresce rigoglioso e dotato di un colore verde smeraldo
brillante con un profumo intenso. Ma non tutti sanno che i semi di pistacchio contengono molte proteine, vitamine ed altre sostanze non azotate presentandosi con un forte valore nutritivo e di calorie (pensate che è doppio a quello del burro). Inoltre, l’olio dallo stesso
estratto trova applicazione in dermatologia per le sue alte doti emollienti ed ammorbidenti.

La produzione è biennale e circa l’80% viene esportato all’estero, mentre il 20% trova impiego
nell’industria nazionale.
Un consiglio: non confondete il pistacchio locale (dalla tipica forma allungata) con quello importato
dall’Iran, dalla Turchia, dall’Afghanistan, dalla Grecia o dall’America meridionale: questi, infatti, si presentano di forma rotondeggiante.
È la natura che padroneggia a Bronte con una vasta produzione agricola che spazia dagli uliveti
agli aranceti, dalle siepi di fichi d’India ai mandorli che fioriscono anticipando la Primavera, ed ancora castagni, noccioli, vigne, peri estesi su un terreno vulcanico ed argilloso. Il panorama, poi, è unico, presentando la più nitida e completa veduta panoramica sul Vulcano in tutta la sua magnificenza, nonché offrendo immagini della lussureggiante e variegata campagna siciliana che sembra proiettarsi in alto, senza alcuna interruzione.
Visitando Bronte, il cui nome sembra significhi boato, tuono, in riferimento alle eruzioni vulcaniche,
l’osservatore attento troverà tracce delle varie popolazioni che si sono alternate nel territorio: Siculi,
Greci, Romani, bizantini, normanni … .
Ricordiamo che il borgo, di origine araba, nel 1520 ebbe il periodo di maggior sviluppo con Carlo V. Fu Ferdinando IV, dopo la ricostruzione del paese, che lo cedette al Generale Nelson come ricompensa per il servizio reso nella rivoluzione napoletana.
Da scoprire è il “Castello di Maniace” (appena fuori dal paese) il cui nome si collega all’avvenimento bellico del 1040 quando Giorgio Maniace, generale bizantino, sconfisse in questa valle un esercito arabo di 50 mila soldati, facendo scorrere tanto sangue nelle acque di quel torrente che da allora si chiamò “Saracena”.
Il monastero fu affidato ai benedettini, poi ai monaci basiliani che l’abbandonarono dopo il terremoto del 1693. Fu il re di Napoli Ferdinando I di Borbone che lo donò all’ammiraglio inglese Horatio Nelson, come tributo di riconoscimento all’aiuto dato durante i moti repubblicani di Napoli. Gli eredi di Nelson ne sono stati proprietari fino al 1981 quando il comune di Bronte ha acquistato il castello ed il parco oggi visitabili da tutti.
All’interno del comune sono da ammirare il santuario dell’Annunziata, patrona di Bronte, dove è custodito il gruppo marmoreo dell’Annunciazione di Maria (il cui manto, secondo la tradizione, spesso è servito a frenare le colate laviche) opera dello scultore palermitano Antonello Gagini; il barocco Collegio Capizzi del XVIII; i monumenti sacri come la Chiesa Madre del XVI secolo dedicata alla Trinità, la rinascimentale Chiesa di San Giovanni del 1580 e la Chiesa dell’Annunziata costruita nel 1535, quest’ultima significativa per il portale di pietra arenaria.


Sagre e Feste
Sagra del pistacchio. Si svolge nel quartiere Annunziata e lungo il Corso Umberto dove vengono
realizzate alcune ambientazioni tipiche dell’antica civiltà contadina: arti e mestieri vengono riproposti
grazie ad oggetti dell’epoca. Un’occasione per fare conoscere il raffinato frutto, con degustazioni
di prodotti che vanno dalla salsiccia alla pasta al pistacchio, dal dolce al gelato, oltre ai numerosi altri
prelibati piatti, ottobre

 

Prodotti e piatti tipici
Tanti i piatti della cucina locale, dalle pennette al pistacchio a gli spaghetti con sparacogni (erba
selvatica somigliante all’asparago), fino ai frascaturi, polenta di farina di ceci.
Tra i dolci abbiamo le fillette, fatto di farina, zucchero, uova ed anche pistacchi, la cullura, tipico delle festività pasquali, Nacatuli Bruntisi, dolce che prende il nome dal secondo paese del modo in cui la Madonna appare in groppa ad una bianca giumenta e la torta al pistacchio.
Ed ancora segnaliamo agli arrosti di bovini e suini, di conigli, polli, agnelli e capretti. Vasta è poi la scelta dei formaggi, ottimo il vino cotto e la mostarda ricavata dai fichidindia.

 

Ristorazione
Al Simeto C.da Serra – 095 692032
Angolo Piccante Via Borsellino, 1 – 095 693730
Don Ciccio C.da Serra – 095 7722916
Etna Garden Via Marconi, 10 – 095 691937
Etrusca Viale Kennedy, 41 – 095 692575
Il Buon Gustaio Via Labirinto, 24 – 095 7722088
Il Palio V.le R. Margherita, 128 – 095 693131
La Cascina C.da Cunturati – 095 7721035
La Fucina di Vulcano Contrada Difesa – 095 693730
La Tavernetta via Umberto, 433 – 095 692789
Parco dell’Etna Via C. A. dalla Chiesa, 1 – 095 691907
Stella D’Argento C.da Cantera – 095 7722399
Trattoria Conti P.zza On. Saita, 16 – 095 693915
 

Ospitalità
La Cascina P. na Cuntarati – 095 7721991
La Fucina di Vulcano Contrada Difesa – 095 693730
Parco dell’Etna ** C.da Borgonuovo – 095 691907

 

Patrimonio artistico

Ducea di Nelson, Chiesa Annunziata, Real Collegio Capizzi

 

Musei
Masseria Lombardo

 

 Etna Park è un prodotto www.vivicatania.net